Tablet delle mie brame…

Roberto Rota

Confronto Apple iPad - Samsung Galaxy TabPortate pazienza, è il giocattolo del momento (almeno per me) e mi è praticamente inevitabile parlarne. Oggi però non si parla di iPad, o almeno non direttamente, perché mi è capitato di metter le mani su un Galaxy Tab, proprio quello che per molti è l’avversario più valido di iPad.

Per i curiosi, questo è il link del mio primo approccio con Samsung Galaxy.

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11 Commenti a “Tablet delle mie brame…”

  1. Fearandil 12 novembre 2010 at 08:37 #

    Ieri ho prova per la prima volta un Android: dovevo configurci la posta. Non so se è perché è una versione vecchia, a dire il vero non so nemmeno la versione, ma l’impressione, rispetto al mio 3G è stata di risposta lenta, a tutto, touch poco sensibile, scorrimento legnoso e un’interfaccia poco coerente: se ho un touch screen a che mi serve un tasto “menu”? Magari i nuovi modelli son meglio, ma son convinto che invecchino alla velocità del suono, il mio G3 fa davvero, nonostante iOS 4.2, la sua porca figura, anche se ha 26 mesi d’età. Apple è una generazione più avanti.

    • Roberto Rota 12 novembre 2010 at 10:10 #

      È abbastanza normale ed ha il suo perché… iPhone è ottimizzato per il suo unico sistema hardware/hardware, Android è utilizzato su di un gran numero di device, anche molto diversi tra loro, alcuni prestanti altri invece dei fermoni, e un più aggiungici che molti brand tendono a farsene la propria personalizzazione.

      il mio Motorola Milestone è ormai vecchietto se vogliamo, la versione di OS è la 2.1 mentra già è disponibile la 2.2 su altri modelli, ma è decisamente più fluido e con una qualità di immagine decisamente migliore rispetto a tanti HTC più recenti in commercio.

      Potresti trovarti di fronte ad un altro Android e rimanere stupito.. :-)

      Se dovessi prendere un altro Android ora, cercherei un modello tra quelli in cui l’OS non viene personalizzato, probabilmente rimarrei su Motorola, puntando sui successori del mio.

  2. prometeo 12 novembre 2010 at 12:07 #

    C’è da considerare che Android è più giovane di iOS e che google è nuova agli OS. Inoltre Android è sviluppato per una hardware reference platform, non per un apparecchio specifico. E poi… l’hardware Apple è comunque di ottima fattura, soprattutto il touch.

    Però, da Android 1.6, il primo a funzionare veramente, al Froyo 2.2 c’è un mondo di differenza (il 2.1 è stata una release interlocutoria, il 2.2 si poteva benissimo chiamare 3.0).

    Android ha messo a frutto la concorrenza sui motori JavaScript e sopratutto… ha finalmente disarticolato il carrozzone JRE, con grande scorno di Oracle, che l’ha prontamente citati in giudizio.

    A testimonianza di quanto il monopolio faccia male alla tecnologia, quando JRE era di SUN e solo di SUN, le performance e i bug sono rimasti pressoché inalterati per quasi un decennio…

    Quando Google ha comprato DALVIK, nonostante il reimpacchettamento a livello di bytecode, dalvik era 10 volte più veloce della JRE già in android 1.6. In android 2.2 siamo a quasi 20 volte più veloce… niente male per un reverse engineering… Un po’ quello che è sucesso tra MONO e .NET.

    Inoltre Android implementa un vero multi tasking, è open source, è fondamentalmente una mini-distro linux con tutti i pregi e i difetti del caso.

    A me non è piaciuta affatto la filosofia di Apple per i prodotti iPhone/iPad. È vero che il look-and-feel è importante, ma… è un film già visto, ed un brutto film aggiungo. È il film del MacOS 8 che era un carrozzone indecente, una accozzaglia di tecnologia inesistente (quickdraw anyone?) che però… salvaguardava l’esclusivo look and feel.

    Saranno fatti miei se voglio strozzare la mia device con centomila task alla volta?
    Saranno fatti miei se voglio vederci sopra milioni di ore di film su youtube?
    Saranno strafattacci miei se voglio impallare/crackare/bloccare il telefono?
    Saranno fatti miei se volgio installarci sopra tutte le porcherie di questo mondo?

    Oppure no?

  3. Puce 15 novembre 2010 at 12:19 #

    Mi scuso in anticipo con Rob se il mio commento sarà un po’ polemico (e non mi offendo se lo vorrà rimuovere), in ogni caso:

    -il fatto che iOS sia ottimizzato per l’hardware Apple è ovvio e fa parte dei punti di forza di questo sistema, così com’è sempre stato un punto di forza anche per MacOS, e lo era ancora di più quando Apple utilizzava i processori 68k o PPC, architettura che (se non erro) era più apprezzata dell’attuale Intel…: vogliamo forse rinnegare questo concetto solo per poter dire che iOS è da “bimbiminkia”? Non mi pare il caso… anche se è palese che a fronte del “pro” rappresentato dall’ottimizzazione, siamo di fronte ad un “contro” rappresentato dalla chiusura di Apple: ogni scelta è i suoi vantaggi e i suoi difetti.
    -IMHO andrebbe anche un po’ sfatato il fatto che Android è libero, visto che non è “completamente” Open Source, tant’è che il famoso killswitch, tanto criticato ad Apple, è già stato usato da Google un paio di volte (aggiungerei “fortunatamente”, perché non condivido appieno le critiche a questo strumento) e fa parte (se non erro) di una porzione di codice “chiusa”.
    -Il fatto che il mercato di Android sia frammentato tra le diverse versioni e le diverse customizzazioni dei produttori (tra parentesi, da alcuni test che avevo visto in rete tempo fa, ora non più reperibili, il display del Motorola era uno dei peggiori in quanto a precisione…) non mi pare poi un’ottima cosa, se non per la sua diffusione: più che il Linux dei telefonini mi pare che stia prendendo il posto del “vecchio” Windows CE o Windows Mobile, mentre Microsoft si è orientata, con WindowsPhone7, su un’altra strategia dando delle linee guida più stringenti proprio sull’hardware supportato.
    -Android ha un “vero” multitasking? Al di là del fatto di capire se davvero serve un “vero” multitasking su un dispositivo dove, per forza di cose, lavori comunque con una sola applicazione per volta, non mi pare che i “veri” multitasking killino le applicazioni a loro piacimento quando necessitano di risorse (cosa che invece, se non erro, fa Android… visto che di base non ha un task manager). Personalmente trovo molto più efficace quello di iOS, che non è comunque esente da difetti.
    -filosofia dei prodotti iPhone/iPad uguale a quella di MacOS 8? Non mi risulta proprio per niente, tant’è che iOS è “figlio” di Mac OS X, prodotto col quale Jobs (al suo rientro) ha preso le distanze da Mac OS 8… siamo proprio su due canali completamente differenti, sia come nascita, che come percorso evolutivo.

    Aggiungo: Rob, tieni presente che stai provando l’iPad con una versione di iOS che (a parte qalche dettaglio) è di una generazione fa… quando lo proverai con la 4.2 (forse già domani) scoprirai ulteriori vantaggi.

    • Roberto Rota 15 novembre 2010 at 12:24 #

      @puce

      e perché mai dovrei offendermi?

      Anzi grazie delle tue riflessioni, adesso me le rileggo con la calma che meritano :-)

      • Puce 15 novembre 2010 at 13:26 #

        @Roberto Rota
        Lo so che tu non ti offendi, ma visto che il tono è velatamente polemico, e potrebbe dar adito a discussioni su toni “non-desiderati” (a volte si fa in fretta… purtroppo), ho messo le mani avanti ;)

  4. prometeo 16 novembre 2010 at 11:24 #

    @Puce

    La polemica non ha mai ucciso nessuno ;)

    [...]-il fatto che iOS sia ottimizzato per l’hardware Apple è ovvio e fa parte dei punti di forza di questo sistema, così com’è sempre stato un punto di forza anche per MacOS, e lo era ancora di più quando Apple utilizzava i processori 68k o PPC, architettura che (se non erro) era più apprezzata dell’attuale Intel…: vogliamo forse rinnegare questo concetto solo per poter dire che iOS è da “bimbiminkia”? Non mi pare il caso… anche se è palese che a fronte del “pro” rappresentato dall’ottimizzazione, siamo di fronte ad un “contro” rappresentato dalla chiusura di Apple: ogni scelta è i suoi vantaggi e i suoi difetti.[...]

    Daccordissimo. Io ne faccio una questione di libertà d’uso. Il fatto che un produttore crei un prodotto che così come esce dalla fabbrica funzioni bene, non sarà mai un difetto. Il vero problema è nella guerra aperta che si sta scatenando di nuovo attorno ai framework. Dopo una fase in cui una pace apparente aveva prodotto ottimi risultati, ora Oracle col supporto di IBM ed Apple, stanno cercando di fare secca Google, non con la tecnologia e l’innovazione, ma con gli studi legali e solo su una questione di utilizzo del framework (del linguaggio Java) sebbene non della JRE… questione di lana caprina… ma che sta dietro al successo di Android.

    [...]-IMHO andrebbe anche un po’ sfatato il fatto che Android è libero, visto che non è “completamente” Open Source, tant’è che il famoso killswitch, tanto criticato ad Apple, è già stato usato da Google un paio di volte (aggiungerei “fortunatamente”, perché non condivido appieno le critiche a questo strumento) e fa parte (se non erro) di una porzione di codice “chiusa”.[...]

    Si è vero che Google ha usato killswitch, è vero che toglie dal market le apps che non le garbano, è vero che alcuni frammenti del codice (soprattutto i driver di device) sono closed-source, però… io per il mio android ho ricompilato il kernel dai sorgenti, ho modificato il timing per avere un display più rispondente, ho modificato la priorità dei thread per avere più potenza sulla app di foreground, ho aggiunto gli hacks di cyanogenmod per aumentare stabilità e funzionalità… o aggiungere il supporto ad alcuni filesystem come l’etc3 già nel kernel… eccetera…

    Non è che iOS è roba da bambini… né che Android è necessariamente da smanettoni… nessuno ti obbliga ad hackare Androd, né a sentirti “costretto” con iOS. È solo che con android si può fare e con iOS no. Poi dipende dal singolo… se farlo o non farlo. Questione di libertà, appunto.

    [...]-Il fatto che il mercato di Android sia frammentato tra le diverse versioni e le diverse customizzazioni dei produttori (tra parentesi, da alcuni test che avevo visto in rete tempo fa, ora non più reperibili, il display del Motorola era uno dei peggiori in quanto a precisione…) non mi pare poi un’ottima cosa, se non per la sua diffusione: più che il Linux dei telefonini mi pare che stia prendendo il posto del “vecchio” Windows CE o Windows Mobile, mentre Microsoft si è orientata, con WindowsPhone7, su un’altra strategia dando delle linee guida più stringenti proprio sull’hardware supportato.[...]

    Su questo non sono per niente daccordo. Direi che non c’è nulla di più diverso di Android e Windows Mobile (per non parlare di CE. Tra l’altro… pochi lo sanno, ma windows CE è opensource, e non ostante questo… non lo usa più nessuno). WindowsMobile7 è l’ennesima incarnazione dell’incapacità di MS di fare innovazione e l’ennesimo abortino della sua burocrazia interna… che ha impiegato CINQUE ANNI (dico c i n q u e a n n i) a far arrivare “cleartype” dai laboratori a windowsXP (il software che fa l’antialiasing dei caratteri a schermo). WindowsM è closed-source, e parte l’interfaccia del 7, è un sistema pressoché inutilizzabile che necessita dell’uso di un P E N N I N O… per essere usato. E questo non 10 anni fa… ma ancora un anno fa. Sempre che non ci sia qualche produttore che “personalizza” WM per renderlo usabile, come HTC che ci ha sviluppato sopra SENSEUI (portandola anche su android).

    Inoltre Google acquisendo ed implementando DALVIK in Android ha fatto esattamente quello che MS ha tentato di fare per quasi un decennio con la JRE, cioè ne ha fatto un reverse-engineering a livello di bytecode e ha reimplementato un runtime environment indipendente. La “piccola” differenza è che MS ha tentato di farlo per rendere la nuova RE chiusa e a pagamento, vendendola insieme a Windows come se fosse sua, mentre Google l’ha resa libera, aperta, e gratis. Che è la VERA ragione del successo di Android.

    Android è il figlio della hardware-reference-platform. È nata prima la piattaforma hardware di riferimento e poi il relativo OS. Quindi non è che l’offerta di hardware è frammentata, poiché l’hardware per supportare (ed usare gratis ndr…) android deve necessariamente aderire alla HRP. Quello che è frammentato è l’offerta di personalizzazioni software che android consente (ragione per cui le TLC lo supportano…) poiché consente ai fornitori di contenuti di lucrare sull’adozione piattaforma. Cosa assai più difficile con iOS.

    Android è il miglior prodotto che il modello di business open-source abbia mai partorito fino ad oggi. (sempre secondo me… s’intende ;-) ).

    [...]-Android ha un “vero” multitasking? Al di là del fatto di capire se davvero serve un “vero” multitasking su un dispositivo dove, per forza di cose, lavori comunque con una sola applicazione per volta, non mi pare che i “veri” multitasking killino le applicazioni a loro piacimento quando necessitano di risorse (cosa che invece, se non erro, fa Android… visto che di base non ha un task manager). Personalmente trovo molto più efficace quello di iOS, che non è comunque esente da difetti.[...]

    Android ha il multitasking fornito dal kernet 2.6 di linux, e quindi, è un vero multitasking parallelo, pre-emptive, e multithreaded. il problema sta nel fatto che device con risorse ancora (per poco tempo ancora) limitate sono facili a saturare le risorse. Secondo me qui è un problema di prospettiva. Per come la vedo io i tablet con incorporato un telefono evoluto faranno fuori i netbook e un buona fetta di smartphone desktop e laptop di qui a non più di due anni.

    Il brutto della faccenda è che IBM, Oracle ed in parte Apple, che l’hanno capito, non si sono posti il problema se reagire con l’innovazione oppure no, hanno semplicemente calato le braghe e hanno primo fatto cartello, poi fatto causa.

    Dietro… c’è il mercato lucrativo delle applicazioni corporate. E mentre SAP ha adottato standard aperti portando tutto piano piano verso il javascript, Oracle ed IBM (sebbene quest’ultima sia tra gli sponsor di Eclipse, il framework su cui è basato Android), continuano imperterrite a stuprare gli standard industriali, adottandoli, ma di fatto “modificandoli” quel tanto che basta a rendere chiusa e proprietaria la soluzione. Così Oracle, e a la sua gallina dalle uova d’oro la e-Business-Suite, sulla carta usa Java dentro la JRE, ma di fatto… ha splittato la JRE in due fork. Una la continuerà a rendere libera tramite il consorzio OpenJDK, di cui Apple, IBM e Canonical (tra i tanti) fanno parte, l’altro fork invece lo renderà chiuso, a pagamento e ci metterà dentro i vai connector alle sue tecnologie proprietarie… e ci aggancierà la eBS. Ed è proprio per questo che Oracle s’è irritata tanto con Google, ed è esattamente questo il motivo per cui ha comprato SUN (dato che è l’unico branch di SUN che non ha dismesso o surgelato).

    E qui mi riaggancio alla filosofia del prodotto:

    [...]-filosofia dei prodotti iPhone/iPad uguale a quella di MacOS 8? Non mi risulta proprio per niente, tant’è che iOS è “figlio” di Mac OS X, prodotto col quale Jobs (al suo rientro) ha preso le distanze da Mac OS 8… siamo proprio su due canali completamente differenti, sia come nascita, che come percorso evolutivo.[...]

    E vero che iOS è uno stripdown di OS x, però la presa di posizione di Apple su alcune tecnologie come flash, mi ricorda le scelte di Apple su OpenGL, su PostScript… ad esempio. Apple incorporerà OpenJDK in iOS e di nuovo saranno le corporation a decidere cosa e come gira sul tuo OS.

    Il che per il mercato consumer può non significare niente… ma per il mercato corporate significa un sacco di soldi… Cioè… un sacco di soldi che le società dovranno pagare quando e come decide Oracle, IBM, MS e Apple.

  5. Puce 16 novembre 2010 at 14:09 #

    @prometeo
    è vero che la polemica non ha mai ucciso nessuno, ma dipende dai toni sui quali si mantiene, per cui comprenderei se Rob dovesse decidere, ad un certo punto, di troncare una discussione che è diventata “troppo” polemica e poco utile alla discussione (anche se, per ora, non mi sembra questo il caso ;) )

    -gli “studi legali” sono una questione legata alla pessima normativa sui brevetti, e non si può incolpare nessuno se cerca di pararsi il didietro in questo modo, perché altrimenti si rischia di essere attaccati con le stesse armi (non a caso Apple è stata attaccata più volte sotto questo fronte… non è certo stata lei a far sempre la prima mossa…). Premesso questo, il successo di Android, IMHO, è “banalmente” legato al fatto che è utilizatto da più produttori, gli stessi produttori che negli anni passati avevano invece deciso di “premiare” Windows CE e Windows Mobile, e questo prescinde dal fatto che il codice sia open o closed, questione irrilevante per il 99% degli utenti, e spesso ininfluente anche per certi produttori (vedi HTC che si personalizzava a piacere anche Windows)

    -mi fa piacere che tu ti sia ricompilato il kernel di Android, ma ti rammento che stiamo parlando di un cellulare che finisce in mano a ragazzini di 10 anni e a nonnetti di 70, a laureati in informatica o a stosiosi di filosofia, a operai, commessi e cassiere… senza nulla togliere alle capacità di queste categorie di persone, dubito fortemente che l’utente tipico di uno smartphone sia interessato a ricompilare kernel o a programmare… è più facile che cerchi sull’AppStore o sull’AndroidMarket l’applicazione che gli torna utile per il suo lavoro, piuttosto che non quella per collegarsi a Facebook (quando non cerca quella che fa le scoreggie o il maiale parlante…). Se poi uno vuole smanettare “davvero”, il Jailbreaking dell’iPhone offre un mondo che forse è ancora più variegato di Android (ma non addentro perché rischierei di parlare di cose che non conosco)

    -quando dico che Android “più che il Linux dei telefonini mi pare che stia prendendo il posto del “vecchio” Windows CE o Windows Mobile”, mi riferiscvo ovviamente a questioni di politiche di mercato in relazione ai produttori (vedi anche sopra) e non ne faccio certo questioni filosofiche legate all’open source… ripeto: Android ha avuto successo perché ha proposto ai produttori di smartphone un prodotto “moderno” e utilizzabile: se anche fosse stato chiuso avrebbe comunque fatto piazza pulita dei vecchi WinCE/Mobile, perché gli utenti erano alla ricerca di qualcosa “tipo l’iPhone” e Google ha offerto ai produttori (capacità imprenditoriale e di marketing) qualcosa che potesse accontentare gli utenti… Se il successo fosse legato solo alla filosofia open source, ti rammento che prima di Android c’erano OpenMoko/FreeRunner, e altri progetti ancora, sicuramente più open source di Android.

    -sull’utilizzabilità di Windows Phone 7 non esprimo giudizi perché non l’ho ancora provato; mi limito semplicemente ad osservare che, da quello che ho visto, non mi piace perché mi sembra dispersiva e poco ottimizzata per il piccolo schermo di uno smartphone; tolto questo, non mi pare comunque che “richieda” l’utilizzo di un pennino… al di là di questo, il mio discorso su WinPhone7 era semplicemente mirato ad osservare che Microsoft (a differenza le passato) ha scelto di supportare una fetta ristretta di hardware, mentre Android avrà (in parte ha già) quei problemi di frammentizzazione del mercato che aveva Microsoft in passato con WinCE/Mobile: troppe varianti hardware da testare, produttori che per loro scelta decidono di non aggiornare alle ultime versioni, ecc… ecc… e non lo dico solo io… lo dicono diversi sviluppatori, e lo dice la stessa Google, che ha ammesso che Froyo non è adatto ai grandi schermi dei tablet (consigliando di attendere la versione 3 di Android)

    -multitasking: non ho mai messo in dubbio che android avesse un vero multitasking parallelo, pre-emptive, e multithreaded… dico solo che, IMHO, su uno smartphone non è indispensabile un multitasking di questo tipo: primo perché hai risorse limitate, e non ha senso che per mantenere in piedi un multitasking di questo tipo, il sistema di prenda la libertà di killare a sua discrezione (altrimenti il “vero” multitasking perde di significato…). Secondo perché sullo schermo di uno smartphone, in ogni caso, lavori con un’applicazione per volta, quindi quelle che stanno dietro è bene che facciano solo il minimo indispensabile per non sprecare risorse (e ci riallacciamo al primo punto). Terzo perché su uno smartphone non è che ti metti a lanciare un rendering 3D e poi mentre aspetti che finisca di calcolare ti metti a fare altro, quindi è bene che i servizi “autorizzati” a girare in multitaking siano limitati (e ci ricolleghiamo ai primi due punti). Premesso questo, per come la vedo io Apple ha centrato in pieno la suddeivisione del mercato: smartphone piccolo e tascabile; tablet che fa il tablet, quindi sufficientemente grande (anche se un iPad da 7″ non mi sarebbe dispiaciuto) ma destinato a compiti relaticamente semplici; ultraleggero (l’Air), anche con schermo piccolo per una maggiore portabilità, ma comunque con tastiera full-size. Macchine più professionali (il MacBokPro) per chi ha esigenze più spinte, con il MacBook bianco a fare un po’ da macchina intermedia, anche per questioni economiche. Il netbook (al di là del successo avuto grazie al basso prezzo) può essere rimpiazzato dal tablet se è utilizzato solo per cose semplici, ma non può sostituire un vero portatile, nemmeno un Air se lo pensiamo destinato a scrivere (vedi tastiera full-size), senza considerare il fatto che solitamente ha prestazioni limitate (a differenza dell’Air). Per questo credo che ad iOS stia bene il mutitasking attuale (comunque migliorabile), mentre un multitasking “vero” è bene che stia solo su sistemi destinati ad altri tipi di macchine. Se poi un giorno non avremo problemi di risorse, la questione potrà essere affrontata diversamente.

    -la presa di posizione di Apple su Flash ha motivazioni un po’ diverse da quello che fece Apple con OpenGL o Postscipt (senza considerare il fatto che “oggi” Apple=Jobs, quindi le prese di posizioni attuali sono quelle di Jobs, che col periodo di Mac OS 8 ha poco a che spartire). Personalmente non ho mai gradito l’utilizzo di Flash sul web (a prescindere da iOS) e, onestamente, la sua mancanza non la sento minimamente: sul nuovo PC-Win che sto usando non l’ho nemmeno installato. Al di là delle mie “preferenze”, Flash, al momento, soffre di di diversi problemi per un’utilizzo mobile, tantopiù su uno smartphone: problemi di prestazioni, autonomia, interazione e anche sicurezza (soprattutto considerando quanto detto sopra riguardo “l’utente tipo”). Diverso il discorso dell’utilizzo di Flash come ambiente di sviluppo per creare applicazioni “compilate” da vendere sullo store: su quello anch’io non ero molto d’accordo con Apple (pur comprendendo in parte le motivazioni che l’avevano portata in quella direzione). In ogni caso, torto o ragione che abbia Apple, l’adozione di HTML5 sta portando via un po’ di Flash.

  6. prometeo 16 novembre 2010 at 15:44 #

    [...]è vero che la polemica non ha mai ucciso nessuno, ma dipende dai toni sui quali si mantiene, per cui comprenderei se Rob dovesse decidere[...]

    Ubi moderator minor cessat ;)

    [...]gli “studi legali” sono una questione legata alla pessima normativa sui brevetti, e non si può incolpare nessuno se cerca di pararsi il didietro in questo modo, perché altrimenti si rischia di essere attaccati con le stesse armi (non a caso Apple è stata attaccata più volte sotto questo fronte… non è certo stata lei a far sempre la prima mossa…).[...]

    Si e no… brevetti idioti come “slide-to-unlock” o “la posizione dell’antenna relativamente alla forma del telefono” servono solo come arma di last resort contro un concorrente che ti sta rosicchiando quote e non sai più cosa fare.

    [...]Premesso questo, il successo di Android, IMHO, è “banalmente” legato al fatto che è utilizatto da più produttori, gli stessi produttori che negli anni passati avevano invece deciso di “premiare” Windows CE e Windows Mobile, e questo prescinde dal fatto che il codice sia open o closed, questione irrilevante per il 99% degli utenti, e spesso ininfluente anche per certi produttori (vedi HTC che si personalizzava a piacere anche Windows)[...]

    Android è gratis WM no. E questo fa una certa differenza per chi vende 400.000 device al giorno…

    [...]mi fa piacere che tu ti sia ricompilato il kernel di Android, ma ti rammento che stiamo parlando di un cellulare che finisce in mano a ragazzini di 10 anni e a nonnetti di 70, a laureati in informatica o a stosiosi di filosofia, a operai, commessi e cassiere… senza nulla togliere alle capacità di queste categorie di persone, dubito fortemente che l’utente tipico di uno smartphone sia interessato a ricompilare kernel o a programmare… è più facile che cerchi sull’AppStore o sull’AndroidMarket l’applicazione che gli torna utile per il suo lavoro, piuttosto che non quella per collegarsi a Facebook (quando non cerca quella che fa le scoreggie o il maiale parlante…). Se poi uno vuole smanettare “davvero”, il Jailbreaking dell’iPhone offre un mondo che forse è ancora più variegato di Android (ma non addentro perché rischierei di parlare di cose che non conosco)[...]

    Daccordo. Infatti dicevo che nessuno è costretto a diventare un “pirata”, ma io preferisco averne la possibilità…

    [...]quando dico che Android “più che il Linux dei telefonini mi pare che stia prendendo il posto del “vecchio” Windows CE o Windows Mobile”, mi riferiscvo ovviamente a questioni di politiche di mercato in relazione ai produttori (vedi anche sopra) e non ne faccio certo questioni filosofiche legate all’open source… ripeto: Android ha avuto successo perché ha proposto ai produttori di smartphone un prodotto “moderno” e utilizzabile: se anche fosse stato chiuso avrebbe comunque fatto piazza pulita dei vecchi WinCE/Mobile, perché gli utenti erano alla ricerca di qualcosa “tipo l’iPhone” e Google ha offerto ai produttori (capacità imprenditoriale e di marketing) qualcosa che potesse accontentare gli utenti… Se il successo fosse legato solo alla filosofia open source, ti rammento che prima di Android c’erano OpenMoko/FreeRunner, e altri progetti ancora, sicuramente più open source di Android.[...]

    A prima vista… la GUI di android “nuda” assomiglia molto di più a symbian che a iOS. Il successo di android è dato dal fatto non indifference che è gratis… e dal fatto importantissimo che il framework di sviluppo è sostanzialmente Eclipse con le estensioni per la CHRP il che ha attirato molti sviluppatori che non hanno avuto bisogno di riconvertirsi ad un nuovo framework. Poi è anche opensource.
    Il fatto di essere open di per sè non è stata la chiave del successo, come giustamente hai ricordato, ma è l’interpretazione complessiva del modello di sviluppo e business open-source che ne ha dato Google, che è un grande successo.

    [...]sull’utilizzabilità di Windows Phone 7 non esprimo giudizi perché non l’ho ancora provato; mi limito semplicemente ad osservare che, da quello che ho visto, non mi piace perché mi sembra dispersiva e poco ottimizzata per il piccolo schermo di uno smartphone; tolto questo, non mi pare comunque che “richieda” l’utilizzo di un pennino… al di là di questo, il mio discorso su WinPhone7 era semplicemente mirato ad osservare che Microsoft (a differenza le passato) ha scelto di supportare una fetta ristretta di hardware, mentre Android avrà (in parte ha già) quei problemi di frammentizzazione del mercato che aveva Microsoft in passato con WinCE/Mobile: troppe varianti hardware da testare, produttori che per loro scelta decidono di non aggiornare alle ultime versioni, ecc… ecc… e non lo dico solo io… lo dicono diversi sviluppatori, e lo dice la stessa Google, che ha ammesso che Froyo non è adatto ai grandi schermi dei tablet (consigliando di attendere la versione 3 di Android)[...]

    Win7M non lo conosco nemmeno io, ma mi sono occupato fin troppo (per lavoro) di WinM6… e no ho avuto abbastanza per le prossime 3 o 4 reincarnazioni, sempre che non sia arrivato all’ultima ;)
    Windows non ha una CHRP, mentre android si. Quindi l’hardware di per sè non è frammentato fin tanto che si conforma alla CHRP. La GUI di android è quasi una non-interfaccia, nel senso che, se installata “nuda” praticamente consiste in un solo pulsante sul fondo dello schermo. FROYO sul tablet lo sto usando da qualche giorno sul Galaxy Tab, e devo dire… che a parte qualche angolo da smussare, va più che bene (dopo aver modificato il timing del kernel per dare quasi-RT allo schermo e priorità alla app di foreground).

    [...]multitasking: non ho mai messo in dubbio che android avesse un vero multitasking parallelo, pre-emptive, e multithreaded… dico solo che, IMHO, su uno sm[...]

    Daccordo.

    [...]Premesso questo, per come la vedo io Apple ha centrato in pieno la suddeivisione del mercato: smartphone piccolo e tascabile; tablet che fa il tablet, quindi sufficientemente grande (anche se un iPad da 7″ non mi sarebbe dispiaciuto) ma destinato a compiti relaticamente semplici; ultraleggero (l’Air), anche con schermo piccolo per una maggiore portabilità, ma comunque con tastiera full-size. Macchine più professionali (il MacBokPro) per chi ha esigenze più spinte, con il MacBook bianco a fare un po’ da macchina intermedia, anche per questioni economiche. Il netbook (al di là del successo avuto grazie al basso prezzo) può essere rimpiazzato dal tablet se è utilizzato solo per cose semplici, ma non può sostituire un vero portatile, nemmeno un Air se lo pensiamo destinato a scrivere (vedi tastiera full-size), senza considerare il fatto che solitamente ha prestazioni limitate (a differenza dell’Air). Per questo credo che ad iOS stia bene il mutitasking attuale (comunque migliorabile), mentre un multitasking “vero” è bene che stia solo su sistemi destinati ad altri tipi di macchine. Se poi un giorno non avremo problemi di risorse, la questione potrà essere affrontata diversamente.[...]

    Daccordo, però, perché sbattersi tanto se già OSx ha già un ottimo multitasking?

    [...]la presa di posizione di Apple su Flash ha motivazioni un po’ diverse da quello che fece Apple con OpenGL o Postscipt (senza considerare il fatto che “oggi” Apple=Jobs, quindi le prese di posizioni attuali sono quelle di Jobs, che col periodo di Mac OS 8 ha poco[...]

    Personalmente detesto flash. E scappo dai siti che lo implementano e non l’ho mai usato come framework di sviluppo. Però… perché non far scegliere agli utenti?

  7. Puce 16 novembre 2010 at 17:08 #

    -Il problema dei “brevetti idioti”, è che se poi lo brevetta qualcun’altro, Apple rischia di pagare (faccio un esempio stupido) 1$ per ogni dispositivo dove l’ha utilizzato, che ora come ora credo che facciano qualcosa come 150 milioni (tra iPhone, iPod Touch e iPad); per questo ho parlato di “pararsi il didietro”… se poi vogliamo tirare in ballo “concorrente che ti sta rosicchiando quote e non sai più cosa fare”, se permetti mi viene in mente Nokia che cita Apple, piuttosto che non il contrario…

    -costi; tralasciando il 400.000 device al giorno (che sicuramente non fa nessun produttore singolo) WM, per i produttori, non sarà gratis ma è una % irrisoria del costo di produzione, ed è comunque un costo che viene girato all’utente. Al di là di questo, “gratis” e “open source” sono due cose diverse: WM gratis non avrebbe sortito lo stesso effetto di Android, semplicement eperché sono due sistemi “diversi”. D’altro canto, se fosse una questione legata solo al “gratis” o al “open source”, perché Openmoko/Freerunner non ha avuto successo? Perché Symbian non regge il passo? Perché Meego non decolla? Perché l’uscita di WinPhone7 ha convinto molti produttori ad affiancare smartphone con questo sistema a quelli Android?

    -smanettabilità; nessuno ti vuole togliere la possibilità di ricompilare il kernel del tuo smartphone: semplicemente si sta dicendo che questa esigenza fa parte di una minoranza così ristretta che non può essere ritenuta tra le cause principali di diffusione di Android. La gente non compra Android perché è ansiosa di ricompilare il kernel, compra Android perché se va a comprare uno smartphone trova 1 iPhone e 10 Android. I produttori hanno scelto Android perché era l’unica alternativa ad iOS, e gli sviluppatori hanno semplicemente seguito il mercato.

    -frammentazione; la frammentazione di Android, è evidente: ci sono dispositivi da 3″, 4″, 5″, 7″, 10″, 3:2, 4:3, widescreen, hardware di diversa natura, ecc… ecc… non sono solo io a dirlo, sono gli sviluppatori, e non sono io a dire che non è ideale per i tablet: lo ha ammesso la stessa Google. Aggiungi che ogni produttore sta seguendo una sua politica e non tutti distribuiscono update per i dispositivi usciti finora. A inizio novembre solo il 36% dei dispositivi utilizzava Froyo, il 40% Eclair, e il restante (quasi il 25%) era ancora ancorato alle 1.5 e 1.6.

    -multitasking; “perché sbattersi tanto se osx ha già un ottimo multitasking”? Semplice: perché iOS non è OSX, e gira su dispositivi diversi, con risorse limitate sia in termini di potenza che in termini di autonomia. Perché non sbattersi per offrire qualcosa di più adeguato ai dispositivi sui quali gira iOS?

    -Flash: perché non far decidere agli utenti? In parte ti ho già risposto: Flash su un dispositivo mobile si porta dietro tutta una serie di problematiche a livello di autonomia, prestazioni e sicurezza, che alla fine inficiano l’opinione che l’utente si fa dell’apparecchio, anche perché (riallacciandoci a quanto già detto) l’utente tipo di uno smartphone non è detto che abbia le competenze per comprendere certe “sottigliezze”, e magari neanche per scegliere: l’utente vede che il telefono è lento, non si pone il problema che è lento perché sta “interpretendo del codice Flash”; l’utente non si chiede se installando Flash potrebbe avere problemi di sicurezza, l’utente arriva su un sito che gli chiede Flash, e lo installa; se poi gli bucano il telefono, non si pone il problema che il buco non è colpa di Apple ma del plugin di Flash: ha il telefono bucato e basta. Che poi anche Apple non è che sia esente da bug (vedi quello che consentiva il jailbreak da pagina web), e nemmeno Android (http://punto-informatico.it/3031186/PI/News/android-candeline-col-buco.aspx) però finché ce li hai in casa “te li smazzi da te”, se invece sono bug che dipendono da qualcun’altro, e tocca aspettare che questo qualcuno metta la pezza (tipicamente provvisoria, vista la frequenza con la quale sbucano i bug di Flash), la situazione è sicuramente meno simpatica… (vedi questo esempio http://punto-informatico.it/3024192/PI/News/adobe-una-falla-senza-patch.aspx). In ogni caso, l’utente ce l’ha la possibilità di scegliere: può scegliere se comprare l’iPhone o se comprare Android (senza contare le altre alternative…)

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  1. Roberto Rota » Sito e forum, chi spinge chi? - 19 novembre 2010

    [...] sotto sono indicate le visite a questo blog. Il picco tra il 10 e il 13 di novembre è dovuto al rilancio su Tevac dell’articolo riguardante il Samsung Galaxy [...]

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