
Installare X11 e fink
Apple X11
Installare Apple X11 à facile. Prendete i CD originali di Panther. Sul
CD numero 3 trovate l'installer di X11User. Avviatelo, come mostrato
nella figura 1:

Quando l'installazione di X11User è completata, inserite il CD con i
DeveloperTools e, se non l'avete ancora fatto, installate XCode. Verificate
di installare anche il pacchetto X11SDK. Se dimenticate di installarlo
non preoccupatevi: lo trovate sul CD; fate due click e procedete all'installazione,
come mostrato in figura 2:

Ricordate che dovete installare anche XCode: molti programmi per X11
vengono distribuiti come codici sorgenti da compilare. Anche se non userete
mai direttamente XCode, con la sua installazione vi ritrovate anche il compilatore
gcc indispensabile a fink per compilare i programmi dai file sorgenti.
Sia X11User che X11SDK che XCode sono disponibili per il download presso il
sito di Apple.
Una volta che avete installato tutto siete a posto. X11 è operativo e
funzionante sul vostro Mac. Nella cartella /Applicazioni/Utility trovate un
programma chiamato, stranamente, X11. Fate due click col mouse e vi ritroverete
davanti ad una finestra che assomiglia molto a quella del Terminale: è
xterm, il terminale di default di X11 (figura 3).

Per ora non ci potete fare molto. A parte xterm c'è poco altro
di installato. Provate a digitare xclock e a premere invio
o a-capo, e vedrete comparire una finestra con un orologio. Fine del
gioco. Ora dobbiamo installare qualche cosa di utile o per lo meno di divertente.
Per fare questo ci occorre fink.
fink
Come dicevamo, non è che fink
sia proprio indispensabile, ma diciamo che vi risparmia un sacco di mal di pancia.
Infatti, buona parte del software realizzato per l'ambiente X11 è freeware
od OpenSource. Questo è un bene, ma ha anche dei lati negativi. Tra questi
c'è il fatto che raramente trovate un programma in versione binaria,
ovvero pronto per essere eseguito. Più spesso, e soprattutto se la vostra
architettura hardware è PPC, dovete procurarvi il programma che vi interessa
sotto forma di file sorgenti e poi ricompilarveli. La cosa può anche
essere divertente, ma è fonte di infinite frustrazioni e delusioni, perché
gli errori di compilazione sono tanti e le probabilità che vi manchi
qualche cosa di necessario affinché la compilazione giunga felicemente
a termine sono altissime. fink vi mette al riparo da tutto questo: nei limiti
della ragionevolezza, fink vi garantisce che tutto ciò che installate
tramite le sue utlity è stato collaudato nell'ambiente X11 di MacOS X,
e inoltre vi installa automaticamente tutte le librerie e i programmi necessari
all'applicazione che avete deciso di installare. Una gran comodità.
Installare fink non è difficile: andate su versiontracker
e scaricate l'ultima versione disponibile dell'installer (attualmente la 0.6.2),
fate due click sull'icona dell'installer e godetevi lo spettacolo (figura 4).

Durante il processo di installazione, comparirà una finestra del Terminale
che esegue un processo. Quando avrà finito, potrete tranquillamente chiuderla.
Una volta che il tutto si è concluso vi resta solo più una cosa
da fare: aprite il Terminale (/Applications/Utility/Terminal.app), guadagnate
i privilegi di utente amministratore o di root (non sapete come si fa? Niente
paura: è tutto spiegato nel numero 2 di X
come Macintosh!) e digitate
pico /sw/etc/fink.conf
editando il file come mostrato in figura 5 (potete muovere il cursore con i
tasti freccia).

La cosa importante è la riga Trees, che deve iniziare con
unstable/main unstable/crypto affinché possiate installare
anche i programmi definiti "instabili", ovvero quasi tutti (niente paura, in
genere non sono poi così instabili come la qualifica vorrebbe far credere).
Salvate le modifiche digitando control-O, seguito da Invio o a-capo
e uscite con control-X. Ora potete anche chiudere il Terminale.
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