È tutto gratis (?)

Tevac annovera tra i suoi lettori anche gli utenti Mac più paranoici esistenti, che, ovviamente, non hanno mancato di chiederselo: perché Mavericks è gratuito (per chi ha almeno Snow Leopard), qual è l’amara pillola che viene dissimulata in questa sbandierata polpetta?

Una spiegazione deve esserci per una misura il cui costo è stimato, da Apple stessa (insieme agli altri “regali” appena fatti), a 900 milioni di dollari, o anche più di una: Marco Coïsson ha cominciato ponendo la domanda, io qui do alcune risposte: valide? Direte voi.

È già pagato

Un po’ di senso storico, innanzi tutto: come ricorda Ryan Nielsen, già responsabile dello sviluppo di OS X, prima servivano tre anni circa per una nuova versione del sistema operativo. Da quando Apple ha lasciato cadere il Mac davanti al nome dei suoi sistemi operativi, però, i sistemi operativi sono arrivati puntualmente, ogni anno: Lion e Mountain Lion non erano, per certi versi, che due fasi preparatorie di Mavericks, un sistema operativo incentrato su iCloud (introdotto proprio con Lion, del resto) ed Apple ha sostanzialmente adottato una (altra) caratteristica dell’ambito Linux: il principio della rolling release.

Apple regala Mavericks? Poco male: ha già monetizzato le fasi di sviluppo del sistema operativo (cosa che prima, invece, non succedeva). Una spiegazione che però non vale per i prossimi aggiornamenti (anch’essi gratuiti, ha annunciato Peter Oppenheimer).

Si ripaga da solo

Altra spiegazione valida: come già segnalato da Domenico Galimberti una politica simile facilita ad Apple il prendersi cura della sua clientela, permette di abbandonare prima il supporto alle vecchie versioni dei sistema operativo, di portare le novità al più ampio numero di utenti possibile e garantisce un ambiente coeso per gli autori di terze parti.

Paghi tu

Similes cum similibus facilime congregantur: non è un caso se Tevac annovera tra i suoi lettori anche gli utenti Mac più paranoici esistenti: anche chi scrive su Tevac ha degli alti livelli di paranoia (lucidità). Tutto gratis? È una trappola!

Come già detto, Mavericks costituisce il punto d’arrivo della costruzione di un sistema operativo che integra iCloud. E cos’è iCloud? Non una mera piattaforma di servizi in rete (con problemi di funzionamento che i lapsus di Apple stessa rivelano, direbbero i maldicenti), ma la strategia di Apple sino al 2022: non una piattaforma come le altre , ma LA piattaforma, se vuoi usare un oggetto Apple, insostituibile e… imprescindibile, come stiamo iniziando a vedere. Certo, ci si deve investire un po’ (10$ per apparecchio), si devono mettere in conto alcuni furti, ma questo è lo strumento per distinguere il proprio hardware da quello dei concorrenti ad Apple di continuare ed anzi, per togliere ai clienti la possibilità di scegliere:

“This is all about adding value to the hardware and delivering a compelling experience across the board,” Gartner Research VP Carolina Milanesi told AllThingsD. “Hardware needs software and apps to come alive and lock consumers into the ecosystem.”

Windows

Non si può poi certo negare che (sia l’intenzione o la ciliegina sulla torta) una strategia del genere danneggia anche (se non soprattutto) il primo rivale: Microsoft, oggetto di numerosi pungoli durante la presentazione del 22 Ottobre: se Apple può decidere di minimizzare i profitti derivanti dai suoi programmi, forte dei profitti che vengono da altri prodotti iPhone in testa, lo stesso non vale per Microsoft, l’azienda grazie alla quale Apple esiste ancora.

Shortlink: http://www.tevac.com/?p=13243

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