Un’estate digitale /2

Roberto Rota

Quando ho letto l’articolo dell’amico Fabrizio Venerandi, appena pubblicato, mi è venuto un leggero attacco di bile, e di invidia, mi sono sentito il protagonista di una versione fantozziana della sua storia, successa lo scorso fine settimana, che volevo raccontare ma non ne avevo ancora avuto il tempo. Poi mi ritrovo l’articolo di Fabrizio da pubblicare.

Anch’io lo scorso fine settimana sono riuscito ad andare al mare, gli unici 3 giorni di mare di tutta questa estate. Anch’io mi sono portato da leggere, un iPad zeppo con l’imbarazzo della scelta.

Scrive Fabrizio:

Sono arrivato in questa piccola isola della costa croata, ho preso i figli, la compagna e sono sceso in spiaggia, sui sassi, ho messo asciugamani, ombrelloni di rito, creme solari a protezione infinita e poi mi sono seduto, ho osservato il mare per un bel po’, poi ho acceso il lettore e ho iniziato a leggere, sotto al sole cocente. E, subito non me ne sono accorto, ma dopo un po’ mi sono reso conto che leggevo che era una favola.

Io mi sono dovuto accontentare della spiaggia di Cervia, a poche ore di macchina da casa, ombrelloni e sdrai erano già pronti nel bagno 188. Dopo aver passato qualche ora a fare castelli di sabbia col pupo, con tanto di secchielli e palette, ho pensato bene di riposarmi un po’ all’ombra con una sana lettura, ed ho tirato fuori il fido e quasi inseparabile iPad.

Pensavo che sotto l’ombrellone il display fosse utilizzabile, ma ho dovuto fare acrobazie di vario genere per trovare una posizione che permettesse una lettura decente, ma come muovevo il tablet di qualche millimetro dovevo ricominciar e tutto da capo. Dopo un po’ c’ho rinunciato, e mi sono trasferito nella veranda del bar per avere un’ombra che mi permettesse di leggere più agevolmente.

Dopo un’oretta vedo il pupo corrermi incontro, era il segnale che dovevo tornare in spiaggia e dedicarmi a secchielli, palette e saltelli sulle onde in riva al mare.

Tornando in spiaggia, tra gli ombrelloni, un tizio se ne stava beato a prendere il sole sullo sdraio con un tablet che assomigliava tanto ad un Kindle. Se ne stava talmente beato, immerso nella lettura incurante della posizione del tablet che tanto si leggeva sempre bene, e poteva leggere talmente bene che pure io, a qualche metro di distanza, vedevo tranquillamente il suo display. L’ho invidiato tantissimo, volevo andare a rompergli il tablet sul naso.

Ecco, mi è venuto in mente il momento in cui ho preso l’iPad. Una buona parte dei motivi riguardava proprio il fatto di avere anche un lettore digitale da usare ovunque, senza limiti. I motivi sono sempre gli stessi, la parte riguardante la lettura è ancora molto importante, ma qualche limite c’è.
Chiaro che c’è anche un rovescio della medaglia, un reader puro tipo il Kindle non ha i limiti di cui sopra, ma non ha neanche le funzionalità, la versatilità e le possibilità di gioco (da non sottovalutare) che offre un iPad o un tablet in genere.

Ecco, dopo aver letto la storia e le considerazioni di Fabrizio, che spero mi perdonerà se ho abusato del suo titolo, mi è venuta voglia di prendermi anche un Kindle, così da avere il tablet perfetto ma anche il reader perfetto. Da usare sotto il solleone…

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13 Commenti a “Un’estate digitale /2”

  1. Augusto 11 settembre 2011 at 01:59 #

    Non pensavo che il Kindle avesse una differenza così evidente nella risoluzione, o meglio, nella facilità di lettura all’aperto. Vedrò di provarne uno.

    • Roberto Rota 11 settembre 2011 at 23:55 #

      Nemmeno io credevo così tanto, è impressionante.

      rob

    • Puce 12 settembre 2011 at 13:21 #

      Non è una questione di risoluzione: sono due tecnologie di display completamente differenti, ognuna con i suoi pro e contro (con un kindle non potresti mai guardare foto e, soprattutto filmati)

      • Roberto Rota 12 settembre 2011 at 14:08 #

        Infatti, sono due cose molto differenti tra loro, per questo ho scritto che ci vuole il migliore dei tablet ed il migliore dei reader, peccato non coincidano con il primo.

        ;-)

        Rob

  2. pniola 12 settembre 2011 at 20:05 #

    Non so se sto dicendo una sciocchezza informatica, ma bisognerebbe che “qualcuno” (Apple?) inventasse un aggeggio (ipad 3, 4, 5?) capace di cambiare, secondo la necessità, la modalità di visualizzazione dello schermo…LCD normale o “kindle”.
    Chissà se è proprio una sciocchezza?
    Paolo

    • Roberto Rota 12 settembre 2011 at 23:05 #

      per come la vedo, sarebbe una figata ;-)

      rob

    • Puce 12 settembre 2011 at 23:56 #

      Le tecnologie dei due display sono completamente differenti: non si può cambiare dall’una all’altra… una possibilità potrebbero essere i display transriflessivi (vedi Notion-Ink Adam), degli schermi LCD che però, spegnendo la retroilluminazione, diventano “simili” all’e-ink (“simili” ma non proprio uguali…)
      Altra possibilità è che la tecnologia e-ink migliori per raggiungere le stesse performances degli LCD, ma la vedo molto dura.

      • Roberto Rota 13 settembre 2011 at 00:39 #

        ideona, un tablet con due display, uno per lato, un tablet double-face… sposti la cover da un lato ad un altro ed il tablet cambia faccia :-)

  3. fabriziovenerandi 13 settembre 2011 at 11:34 #

    Due cose: diciamo ebook reader, o lettore digitale e non Kindle. Kindle è solo uno dei tanti lettori che esistono, personalmente ce ne sono altri che mi sembrano molto più interessanti.
    Sugli schermi doppi, esistono soluzioni di reader che si aprono come libro e hanno da una parte lo schermo lcd e dall’altra un e-ink, ne avevo visto sicuramente dei prototipi.
    La via sarà certamente la terza, ovvero schermi ad alto refresh che non mandano luce ed hanno una forte densità di ppi

  4. macromarcos 13 settembre 2011 at 18:47 #

    Domanda … ma i display di ultima generazione (tipo Super AMOLED Plus sugli smartphone, veramente notevoli anche in condizioni di luce estreme) non riuscirebbero a sopperire a queste mancanze e fare da trait d’union tra esigenze grafiche e tipografiche?

    Riflessione … se mi sfilano una edizione economica da sotto la sdraio mentre sono a fare il bagno mi incazzo forse più per aver perso il segno che per il libro in se. Se mi sfilano il tablet però …

  5. fabriziovenerandi 16 settembre 2011 at 08:40 #

    Diciamo che qualunque dispositivo basato su emissione di luce, per essere visto alla luce del sole deve emettere più luce di quella del sole. Invece che usare la luce che c’è già deve crearne una propria: siccome il sole non è alle prime armi in quanto ad emissione di luce, questo significa molta luce, molto consumo e sostanzialmente un uso ‘illogico’ a livello tecnologico.

  6. macromarcos 16 settembre 2011 at 10:42 #

    OK la questione mi è un po più chiara adesso, e in effetti mettersi in competizione con il sole non è proprio un bell’affare.

    Leggo in giro però che Apple avrebbe brevettato (uff ancora brevetti …) un display che include entrambe le tecnologie, quindi non proprio la soluzione delle soluzioni (display unico che va bene per tutto) ma un bel pacchetto con entrambe le tecnologie dentro.

    Source

    http://www.wired.com/gadgetlab/2011/04/apple-patent-hybrid-display/

    http://tech.fanpage.it/apple-brevetta-un-innovativo-display-per-gli-ebook/

  7. pniola 17 settembre 2011 at 12:25 #

    Allora la mia non era del tutto una sciocchezza informatica…Aspettiamo e vediamo che succede…
    Paolo

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