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Webmin su Mac OS X, installazione

14 giugno 2009   Roberto Rota

webmin

Webmin è un prodotto Open Source che ritengo particolarmente interessante per l’amministrazione remota dei sistemi e dei servizi di rete. Io lo uso principalmente per amministrare Apache, MySQL e Postfix, ma le sue potenzialità sono molto più numerose, anche a livello di sistema operativo, ed a volte rimpiango di non avere il tempo o il modo di conoscerlo meglio.

Nato per le varie distribuzioni Linux, Webmin da diverse versioni è disponibile e funzionante anche per il nostro amato Mac OS X, ed in concomitanza con il rilascio della versione 1.480 ho deciso di pubblicare questo breve articolo introduttivo al suo utilizzo con Mac OS X.

Webmin non è difficile da utilizzare, è molto più difficile e importante conoscere i servizi che si va ad amministrare, ma si presume che chi intenda gestire un server web conosca Apache, o Postfix per un server mail, tanto per citare due dei servizi tra quelli disponibili su Mac OS X.

È sicuramente impossibile descriverne accuratamente tutte le caratteristiche, funzionalità e potenzialità in una volta sola,  quindi iniziamo proprio da una panoramica generale, partendo dall’inizio, dalla sua installazione.
Non essendo un fior fiore di sistemista, diciamo così, mi limiterò alle mie esperienze e vi prego di prenderle per quello che valgono, e sarò ben lieto a chiunque vorrà integrarle con le sue.

webmin_logoA chi server Webmin

Credo di aver risposto a questa domanda nell’introduzione, Webmin può tornare utile a chi amministra servizi di rete come un server mail, un server web e via dicendo, ed ha bisogno di una interfaccia di amministrazione remota, via web, che gli semplifichi la vita.

Mac OS X o Mac OS X Server?

Funziona egregiamente su entrambi.
Personalmente ritengo che funzioni meglio su un Mac OS X client utilizzato come server per servizi internet come il web e la posta, dato che il discorso si complica un po’ con Mac OS X Server, ma anche su quest’ultimo, almeno per gli utilizzi che ne faccio io, con un minimo di attenzione fila tutto liscio.

Il problema su Mac Os X Server non è funzionale se vogliamo, ma riguarda la gestione dei servizi che offre lo stesso Server, gli Admin Tools per intenderci, che ragionano a modo loro, come spesso sono soliti fare  a Cupertino. Un sistema ben fatto, per carità, ma che ha i suoi limiti e che, soprattutto, non accetta intromissioni di sorta, un difettuccio che ho sempre detestato nel Server di Apple.

Il server web ad esempio. La gestione degli host virtuali (i siti web per intenderci) è sicuramente molto comoda con il Server Admin di Apple, ma questo è possibile solo da sistemi Apple, limite non da poco, a meno di non usare VNC da altre piattaforme, ma non è certo la soluzione migliore, sia per le prestazioni che per la sicurezza.
Webmin toglie il limite dell’unica piattaforma di amministrazione, ma se si gestiscono gli host virtuali con Webmin bisogna assolutamente scordarsi di usare Server Admin, perché questo andrà a modificare il tutto a modo suo, spesso vanificando il lavoro fatto con Webmin.

Bisogna prendere degli accorgimenti affinché non succeda, si può fare, approfondiremo questo aspetto quando parleremo più accuratamente del modulo Apache di Webmin.
Meglio sempre fare backup frequenti dei file di configurazione di Apache e degli host virtuali, salvando i percorsi “/etc/httpd/” se si utilizza Apache 1.3 o “/etc/apache2/” nel caso di Apache 2.

Domandina per Apple, se per caso fosse in ascolto: perché limitare l’amministrazione dei servizi di un server ad un’unica piattaforma, non avrebbe aiutato la diffusione del Server Apple se questo fosse stato amministrabile, almeno nei servizi, anche da altri sistemi?

Installazione di Webmin su Mac OS X

Indipendentemente dal fatto che sia Mac OS X “normale” o Mac OS X Server, Webmin si installa e si utilizza sempre nello stesso modo.
È necessario che sul Mac siano installati i Developer Tools, ma se si tratta di un Mac utilizzato come Server è difficile che non siano installati. Comunque è meglio verificare, la presenza dei Developer Tools è normalmente caratterizzata dalla cartella “Developer” al primo livello del volume di sistema.

L’installazione di Webmin richiede l’uso del Terminale, da un utente con permessi di amministrazione o meglio ancora come root.

Occorre scaricare l’ultima versione disponibile (al momento di scrivere questo articolo è la 1.480) direttamente dalla pagina di download di Webmin. Ci sono diverse versoni disponibili, quella utile per Mac OS X è la TAR/GZIP, solitamente la prima e caratterizzata dall’estensione .tar.gz

Da qui in avanti, per comodità, faremo riferimento alla versione attuale di webmin, la 1.480. Con versioni successive naturalmente il nome dell’archivio e dei percorsi sarà leggermente differente.

Io normalmente utilizzo una cartella, nella radice del disco, che utilizzo per l’installazione, da sempre per convenzione la chiamo SourceCache, da cui parto per le installazioni dove conservo tutti i software extra che ho installato nel sistema.
Se decidete di utilizzare questo metodo, se non esiste create la cartella in questione (altrimenti operate dove vi fa più comodo):

mkdir /SourceCache

Spostiamo l’archivio in questa cartella se lo avete scaricato in un’altra posizione del disco:

mv /percorso_archivio/webmin-1-1.470.tar.gz /SourceCache/

Entriamo nella cartella:

cd /SourceCache

quindi espandiamo l’archivio con questo comando:

tar zxvf webmin-1.480.tar.gz

Viene creata una cartella, entriamoci:

cd webmin-1.480/

A questo punto inizia l’installazione vera e propria, che consiste semplicemente nell’avvio di uno shell script. Io generalmente queste operazioni le effettuo direttamente dall’utente root:

./setup.sh

Nel caso non si utilizzi l’utente root ma un altro utente, comunque amministratore, il comando diventa così:

sudo ./setup.sh

L’installazione prevede di rispondere a delle domande, le prime sono relative ai percorsi di installazione ed altre informazioni, si può rispondere con un ENTER accettando quanto propone il software.

Tra queste domande c’è la porta TCP usata da Webmin per comunicare, di default è la 10000 e normalmente va bene, ma se questa è già in uso da un altro servizio è possibile indicarne un’altra.

Le domande a cui è necessario rispondere riguardano l’utente amministratore di Webmin. Il sistema propone l’utente “admin”, meglio cambiarlo con qualcosa di meno scontato, e successivamente chiede la password, ovviamente da digitare due volte.
Meglio non inserire le credenziali di un utente esistente nel sistema,  men che meno se si tratta di un utente amministratore.

L’altra domanda a cui val la pena di rispondere è se si vuole utilizzare Webmin tramite SSL “Use SSL (y/n)”. Ovviamente è caldamente consigliato usare SSL per una maggior sicurezza.

L’ultima domanda l’avvio automatico di Webmin durante lo startup di sistema. Dipende dai gusti…
Mi spiego meglio: io sono dell’idea che i software non strettamente necessari, e webmin non lo si usa certo ogni 5 minuti in genere, è meglio lasciarli spenti in una macchina accessibile dalla rete. La sicurezza non è mai troppa.

Per questo se ho accesso al server tramite SSH e posso autenticarmi (o elevarmi nel sistema) come root di solito uso questo e lancio Webmin alla bisogna, e prima di uscirmene dal sistema lo chiudo.
In ogni caso gestisco sistemi su cui Webmin è attivo 24/24, e con un minimo di precauzioni (restrizioni di accesso e simili, gestibili dallo stesso Webmin) non ho mai incontrato particolari problemi.

In ogni caso, è sempre utile saperlo, i comandi per avviare e stoppare Webmin su Mac OS X sono questi, nell’ordine:

/etc/webmin/start

/etc/webmin/stop

Finito!

È stato facile, vero? ;-)

A questo punto basta lanciare un browser, puntarlo all’indirizzo:

https://indirizzo_del_server:10000

Inserire login e password indicate durante l’installazione e si arriva ad una pagina come questa, la stanza dei bottoni di Webmin:

Webmin  finestra principale

L’installazione parla in inglese, ed anche Webmin una volta installato, ma al primo login è possibile farlo parlare anche in italiano.

Ecco, il nostro server è quasi pronto per essere amministrato da remoto con una interfaccia molto agevole e veloce.
Ho scritto quasi perché ci sono alcune cose, almeno in quelle che ho potuto provare io, che vanno sistemate, come percorsi da mettere a posto, visto che Apple spesso personalizza pure quelli, di  ed altri aggiustamenti.

L’articolo prosegue con la panoramica di Webmin.

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About Roberto Rota

Appassionato di telematica e comunicazione in rete fin dai tempi delle BBS, ha cominciato ad occuparsi di Internet fin dai suoi albori, collaborando con il secondo Internet Provider della Toscana, e proseguendo nel frattempo la sua attività di consulente informatico. Ha iniziato Tevac nel 1988 quasi per gioco, e non ha mai smesso di giocarci. Vive a Vignola (MO) e attualmente è impiegato a tempo pieno presso un importante Internet Provider di Reggio Emilia, dove si occupa principalmente di Posta Elettronica, DNS, gestione dei Server Web e nei rari momenti tranquilli si diletta di SEO, ottimizzazione sui motori di ricerca.

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