Webmin su Mac OS X, panoramica
Dopo aver visto come installare Webmin su Mac OS X senza troppi intoppi, possiamo cominciare a prenderci confidenza esplorando i vari settori che lo compongono, e che in pratica si traducono nei diversi settori del server che andiamo ad amministrare, dalle impostazioni di sistema come utenti e gruppi, processi, comandi pianificati e via dicendo, ai server attivi e, naturalmente, alle impostazioni dello stesso Webmin.
Proprio in queste ultime, se ci fa più comodo, per prima cosa è possibile impostare Webmin in italiano. Non tutti i moduli saranno tradotti, ma buona parte delle impostazioni e delle funzionalità sì. Io però preferisco tenerlo in inglese, anche se la lingua di Oxford non è il mio forte, perché talvolta ho delle difficoltà con le traduzioni italiane di alcuni termini tecnici.
Sempre nelle impostazioni di Webmin io consiglierei di impostare subito alcuni parametri fondamentali per la sicurezza del sistema, specie se il computer dove è installato Webmin è accessibile dalla rete, come l’accesso limitato a da indirizzi IP e/o reti specifiche, le varie opzioni di autenticazione, e ultimo un bal backup delle configurazioni di Webmin che non si sa mai…
Se più persone dovranno utilizzare Webmin sullo stesso server, magari ognuno con compiti diversi, è disponibile un’ottima gestione differenziata degli utenti, per i quali è possibile definire a che moduli possono accedere ed con che limitazioni.
Le opzioni relative alla configurazione di Webmin non si limitano ovviamente a queste operazioni, magari le altre possibilità le scopriamo in un secondo momento. Adesso che abbiamo fatto una configurazione di massima, possiamo cominciare l’esplorazione vera e propria.
Quanti bei moduli…
Un occhio attento noterà sicuramente che la struttura di Webmin è costituita da un numero imprecisato di moduli.
Quando lo si installa, Webmin è abbastanza intelligente da capire quali servizi sono attivi e quali no, e attiva di conseguenza i moduli necessari per la loro amministrazione. Gli altri moduli di default ci sono comunque, solo inattivi, e se per caso si attiva uno dei servizi che li riguarda basta solo dire a Webmin di fare un check dei servizi per scoprire se è il caso di attivare qualche altro modulo, o di disattivare eventuali moduli non più necessari.
Non ha i moduli per ogni cosa, ma quasi.
Se non bastassero i moduli installati di default, sul sito di Webmin è disponibile una libreria di moduli di terze parti molto fornita. Attenzione solo alla data di aggiornamento del modulo e alla versione dell’applicazione interessata, potrebbe non essere più compatibile. Alcuni moduli purtroppo non sono più aggiornati.
L’installazione e l’aggiornamento dei moduli è a dir poco banale, si fa tutto dalla configurazione di Webmin.
Alcuni moduli poi sono disponibili già da subito, appena installato Webmin, ma presentano qualche problema di configurazione, specie su Mac OS X. Quando i file di configurazione del servizio sono in posizioni “standard”, e Webmin riesce a rilevarli, non c’è problema alcuno, ma se come succede per alcuni servizi questi sono disposti in percorsi non usuali il modulo avvisa che non riesce a lavorarci.
Tipico il caso di MySQL su Mac OS X Server, ma lo vedremo tra poco.
Gestione del Sistema Operativo, della Rete e dell’Hardware
Molti dei moduli di Webmin riguardano proprio la configurazione del computer e del sistema operativo anche in profondità. A parte qualche modulo molto interessante da remoto o in emergenza, io su Mac OS X non ho mai approfondito questi aspetti di Webmin in quanto ritengo di conoscere il sistema e l’hardware mediocremente e preferisco configurarlo direttamente con i mezzi offerti da Apple, Terminale compreso.
Su altri sistemi operativi come Debian e SUSE, dove invece non ho tutta questa confidenza, l’amministrazione tramite Webmin la sfrutto molto di più, anche se il più delle volte mi limito alla gestione degli utenti, della rete e poco altro.
In base alla propria conoscenza del sistema si può decidere quanto sia più utile ed efficace utilizzare un modulo di Webmin, e soprattutto quanto ci si possa fidare, anche se devo dire che in generale con Webmin non ho mai avuto problemi tali da non riuscire a risolverli, ed il più delle volte questi erano causati da un mio uso improprio, per inesperienza o bellamente per ignoranza, riguardo il servizio o il relativo modulo di configurazione.
Gestione dei servizi
È la voce “Server” di Webmin che mi da le maggiori soddisfazioni.
Con Webmin gestisco quotidianamente server DNS pubblici, server web con Apache 1.3 e Apache 2, servizi FTP e MySQL, servizi di analisi dei log, prevalentemente su Mac OS X Server 10.4 e 10.5 e alcune distribuzioni Linux.
Non ci faccio cose strabilianti, intendiamoci, ma sono quelle cose che in una giornata lavorativa ti fanno risparmiare moltissimo tempo e, soprattutto, tanti problemi.
Bind, il mio preferito.
Probabilmente le maggiori soddisfazioni le ho con la gestione dei server DNS. Ne amministro una manciata e rotti, autoritativi e non, primari, secondari e cache-only, alcuni con collegamenti tra loro.
Tramite Webmin gestisco sia le configurazioni dei server DNS che le zone, e tutti gli aspetti più importanti di un servizio come l DNS, tra i più importanti per un Internet Provider.
Quando aggiorno una zona di un DNS primario non mi devo preoccupare dei DNS secondari, ci pensa Bind, opportunamente configurato tramite Webmin, a propagare le informazioni a chi di dovere.
Configurazioni particolari come il trasferimento automatico delle zone, DNS delegation, server chache-only e via dicendo, per quello che mi riguarda sono diventate più comprensibili grazie proprio a Webmin ed alla sua interfaccia, che mi ha aiutato a comprendere meccanismi che altrimenti mi avrebbero fatto impazzire.
Nulla quindi che non si possa fare senza, e questo ovviamente non riguarda solo il servizio DNS, ma tanto che altrimenti sarebbe risultato molto più complicato, prima di tutto da capire, poi da amministrare.
Apache e MySQL con Webmin su Mac OS X
La gestione del server web su Mac OS X tramite Webmin è comoda e precisa, lo è anche su Mac OS X Server ma in questo caso c’è una sorta di “incompatibilità ambientale”.
Se si decide di usare Webmin per amministrare Apache, ci si deve scordare di utilizzare Server Admin di Mac OS X Server per lo stesso scopo, altrimenti lo strumento di Apple, che vuole tutte le cose a modo suo e non ammette interferenze, e potrebbe finire che le modifiche fatte agli host virtuali tramite Webmin vengano azzerate.
Per sicurezza, io facco backup automatici molto frequenti delle cartelle contenenti i virtualhosts ed i file di configurazione di Apache, “/etc/httpd/” per Apache 1.3.x o “/etc/apache2/ per Apache 2.x.
La gestione dei database di MySQL con Webmin è molto pratica ed intuitiva, non è potente come phpmyadmin ma si riesce a fare praticamente tutto dal punto di vista amministrativo, ed in più con Webmin è possibile gestire i backup dei database, singolarmente o nel complesso, automatizzandoli.
L’unico problema lo si incontra all’installazione di Webmin su Mac OS X, il modulo MySQL riconosce la presenza del servizio e quindi si installa automaticamente, ma le impostazioni che assume di default non vanno bene e lo rendono inutilizzabile.
La soluzione è semplice, basta entrare nella configurazione del modulo e modificare i path dei comandi, dello stesso mysql come di mysqldump e mysqlshow. Quelli proposti da Webmin sono sbagliati, una volta corretti il modulo per l’amministrazione di MySQL comincia a funzionare correttamente.
Amministrazione di Postfix e SpamAssassin
Per Mac OS X Apple ha scelto di utilizzare Postfix per la posta elettronica, nella versione server viene già preconfigurato con SpamAssassin e ClamAV, attivabili a piacere con un semplice click.
Nella versione Server di Mac OS X, il servizio di posta elettronica è avviabile ed amministrabile con estrema facilità, come un po’ tutto del resto, ma per fare una configurazione di fino, indispensabile per un servizio come la posta elettronica, occorre agire direttamente sulle configurazioni dei servizi.
Il modulo di Postfix è sicuramente uno dei migliori, ed anche questo ha il pregio di riuscire pure a spiegarti alcune cose del servizio grazie alla sua intuitività ed al suo aiuto in pillole .
Grazie allo stesso modulo si ha pure una gestione, minimale ma funzionale, delle code.
Anche SpamAssassin, noto AntiSpam Open Source, ha il suo bel modulino in Webmin. Non gestisce a fondo la configurazione, ma permette di gestire a fondo le regole di base e di impostare regole e filtri personalizzati con facilità.
Peccato che di serie non ci sia un modulo che gestisca ClamAV alla pari degli altri servizi, ce n’è uno tra i moduli di terze parti che però sembra ancora molto acerbo, mi ha dato spesso errori con i moduli perl che richiede per via di alcuni grafici che potrebbero anche essere non proprio indispensabili, ed anche per questo non ho avuto modo di testarlo a fondo. Speriamo cresca…
Conclusione di questa panoramica
La prima cosa da dire è che Webmin è decisamente troppo vasto per poter essere illustrato, anche solo per una panoramica, in un solo articolo.
La seconda è che riuscire ad usarlo anche solo al 50% delle sue potenzialità è davvero un’impresa, non tanto per la difficoltà di Webmin, quanto per la complessità degli argomenti, di sistema e dei servizi, che l’insieme dei suoi moduli va a trattare.
È un software maturo, il suo decennale sviluppo garantisce funzionalità eccellenti, specie nei moduli più collaudati che, guarda caso, sono quelli che Webmin installa di default. Anche nella libreria di terze parti ci sono moduli molto interessanti, ma evidentemente non sono ritenuti ancora stabili o sicuri da poter essere inseriti tra gli “ufficiali”.
Io trovo che Webmin sia un’ottima interfaccia in quei casi in cui si debba amministrare dei servizi su server che non abbiano un pannello di controllo dedicato come Plesk o cPanel.
Penso a quei server che fanno solo da DNS server, per esempio, dei server Apache/MySQL o a dei frontend per la posta elettronica.
La versatilità di Webmin lo rende utile anche in quei casi in cui più persone debbano intervenire da remoto sullo stesso server, magari agendo su servizi differenti o nel caso che ci sia bisogno di livelli di sicurezza e di accesso differenziati.
Link utili:
- Home page di Webmin
- Blog ufficiale di webmin
- Moduli standard disponibili con Webmin
- Elenco moduli di terze parti
Se per caso ve l’eravate persa, qui c’è l’installazione di Webmin su Mac OS X.
Naturalmente se avete esperienze con Webmin, ogni commento è particolarmente gradito.
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
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Grazie Rob…, ci voleva!
Webmin come dicevi è davvero sottovalutato e da molti viene utilizzato davvero al 20-30% delle sue potenzialità.
Sarebbe bello se dedicassi un focus sugli utilizzi e problematiche dei DNS… e lato Apache sulla gestione ed installazione dei Moduli. Personalmente troverei utile parlare di apache-asp… utilissimo, seppur lento, per quei siti web dinamici vecchio stile con cui bene o male tutti hanno a che fare.
Webmin è senz’altro utile, ma ha lati oscuri.
I file di configurazione che genera non sempre sono proprio perfetti, gli piace aggiungere impostazioni non richieste e a volte mi complica la vita invece che semplificarmela.
Quando configuro server Linux devo sempre controllare con attenzione cosa combina; la configurazione di Samba, ad esempio, aggiunge una pletora di impostazioni non richieste: facendola a mano sono poche righe di settaggi, fatto da lui diventa la divina commedia.
Anche la configurazione di postfix e dovecot lascia a desiderare. Non dico che alla fine non si possa riuscire a ottenere una configurazione funzionante, ma bisogna tenerlo d’occhio.
Tutto questo su linux, ovviamente. Su OS X non l’ho mai provato, ma non penso che la situazione si discosti molto.
@wallybear
beh, trovami un software simil-pannello-di-controllo che non cerchi una sorta di “possesso” della macchina, Plesk e cPanel tanto per citarne un paio che conosco pure loro non scherzano, credo sia un’esigenza tipica di questi prodotti che bene o male devono comunque garantire un buon funzionamento del sistema.
È inevitabile, per usare Webmin e compagnia ad un livello medio-alto e soprattutto con un minimo di garanzie, avere una certa dimestichezza con i file di configurazione, il giusto compromesso per avere quello che ci serve senza compromettere funzionalità e stabilità.
@Vincenzo
Già, certi focus sarebbero belli, stavo pensandoci proprio in questi giorni e vorrei partire per “pillole”, piccoli argomenti che gravitano attorno a Mac OS X Server che magari, messi tutti assieme, possono diventare un qualcosa di interessante e magari portare persone competenti a dire la loro.
@robrota
Ma infatti, non metto in croce Webmin, dico solo che esagera nei settaggi che aggiunge, quindi nei server dei clienti no lo uso per impostazioni “serie”, faccio tutto a manina; in genere lo uso solo per creare utenti, avviare/fermare/riavviare servizi, e poco più. Qualche modulo me lo sono modificato (ad es. fetchmail) per aggiungere opzioni importanti che invece mancavano.
Per situazioni più “casalinghe” (o meno rischiose), Webmin accelera senz’altro i tempi.
In effetti vale sempre la regola che “chi fa da sè fa x3″ , ma il pregio di webmin ( e similari ) e proprio quello di permettere, ad utenti di medio e basso livello, di gestire semplicemente alcuni servizi e tutto senza un impegno sovrumano in termini di file di configurazioni, adattamenti, e soprattutto procedure da terminale.
Il prezzo da pagare è che ovviamente non si può certo pretendere di imparare e capire semplicemente la configurazione di un servizio dopo che questo sia passato tra le mani di uno strumento di gestione, come giustamente già evidenziato da wallybear poco sopra