Woz ed il Cloud

Da qualche giorno il mitico Woz è tirato in ballo sulla pericolosità del cloud computing, come riporta anche Zeus News:

“Sempre in questi giorni un nuovo jaccuse contro il cloud computing viene da Steve Wozniak, storico co-fondatore di Apple. In una recente intervista, seppur senza approfondire particolarmente, Woz si è detto convinto della pericolosità del cloud computing, destinato a creare una mole di problemi nel prossimo futuro. Intanto perché più si inviano file nella “nuvola” più se ne perde la proprietà, sempre più vincolati dalle norme d’uso che occorre accettare.”

Il cloud però avanza, e ce lo troveremo tra i piedi in mille forme e per ancor più utilizzi di qui in avanti, sembra inevitabile.

Del resto sono pericolosi anche i social network, gli sportelli bancomat, le carte di credito ed i siti di acquisto on line, nessuno escluso, la consapevolezza (o la comprensione in taluni casi) dei rischi è fondamentale, come un uso attento.

Certo si può evitare, per quanto possibile, di utilizzare queste cose pericolose, con la piacevole sensazione di vivere nel tempo delle macchine a vapore. Per quanto possibile, ma è sempre meno possibile…

 

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3 Commenti a “Woz ed il Cloud”

  1. maragines 17 agosto 2012 at 09:36 #

    Del resto sono pericolosi anche i social network, gli sportelli bancomat, le carte di credito ed i siti di acquisto on line
    Indubbiamente sì, ma del bancomat, delle carte di credito e dei siti di acquisto on-line sono noti i vantaggi e i benefici. Persino dei social network sono noti alcuni vantaggi (a me del tutto indifferenti tuttavia).

    Invece, del cloud-computing non vedo grandi vantaggi ma solo i pericoli che anche Woz indica.
    A fronte di una aumentata capacità di immagazzinamento dati anche per il privato, il Gb è oggi alla portata di tutti sia in termini di acquisto che di trasportabilità. I dischi costano sempre meno, e la connettività di rete non fa quei passi da gigante (ho un cliente che non sta in montagna, ma che ha ancora problemi di linea e che è raggiunto solo da una Adsl Telecom… Non ha nemmeno la possibilità di raddoppiare la linea Internet!).

    In questa faccenda trovo che Woz la veda più che giusta: perdita del possesso (sono più tecnico di Woz se lui parla veramente di proprietà), e perdita della controllabilità di cosa viene fatto sul dato consegnato ad altri.

  2. Stefano 17 agosto 2012 at 14:17 #

    Secondo me questa volta Woz è stato un po troppo generalista… il Cloud è molto più sicuro dei dati in vari hardisk che si possono tenere in casa e porta benefici per chi lavora in mobilità e ha necessità di avere disponibili i propri dati… Secondo me il problema non è il Cloud ma il consumatore finale perchè non legge bene i contratti d’uso… perchè milioni di persone hanno scelto google drive pur sapendo che accettando il contratto d’uso accettano che google “legga” i contenuti dei file ai fini di indicizzazione… secondo me è questo il vero problema della mancanza di controllo sui dati su cloud… le persone devono leggere e scegliere il servizio più adeguato alle loro esigenze e politiche di sicurezza..

    Lo stesso vale per le aziende… fanno usare dropbox ai loro dipendenti ma non si rendono conto che i profili sono di prorpietà della persona e non dell’azienda e, quando questa se ne va, porta con se anche tutti i dati in esso contenuti…

    Il problema è la disinformazione e la scelta di massa dei servizi.

    Voi cosa ne pensate?

    • Roberto Rota 17 agosto 2012 at 21:22 #

      Caro Stefano, la faccenda è complessa.
      A mio avviso questo tipo di tecnologie dovrebbero nascere per agevolare gli utenti, e in teoria è così, anche se è vero che si portano dietro delle problematiche di sicurezza e privacy non da poco, non si possono negare, perché c’è una bella torta di quattrini che ci gravita sopra in virtù proprio dei dati degli utenti..
      Il futuro, però, sembra voler andare proprio in questa direzione, servizi che diventano pressoché una scelta obbligata, con tanti “grandi fratelli” che ci mangiano sopra. Chi con più etica e discrezione, chi meno.
      Possiamo ancora scegliere, però. Non è detto che sarà sempre così, ma per ora possiamo.

      Personalmente non ho problemi ad utilizzare diversi servizi basati su cloud computing, mi riservo di decidere quali dati dare loro in pasto, e quali assolutamente no.

      rob

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